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Servizi · Formazione finanziata

Formazione finanziata

I fondi interprofessionali coprono una parte dell’investimento formativo. Il finanziamento, tuttavia, non determina di quali competenze l’azienda abbia bisogno.

È un vantaggio che si aggiunge a un progetto già definito, non la ragione per cui il progetto nasce.

Il finanziamento non è il punto di partenza.

L’approccio più diffuso segue il percorso inverso: si verifica quale avviso sia aperto, si osserva quali attività finanzia e si costruisce un piano che ne rispetti i requisiti.

L’esito è un intervento formativo scelto in funzione della disponibilità del contributo, non del fabbisogno dell’organizzazione.

Il nostro ordine di lavoro è opposto. Si individuano le competenze mancanti e le persone interessate, si definiscono con la direzione i comportamenti attesi e gli indicatori con cui verificarli.

Solo successivamente si valuta quale fondo o quale bando possa coprirne una parte.

Se la copertura non risulta disponibile, il progetto conserva la propria validità: ciò che non facciamo è modificarne il contenuto per renderlo ammissibile.

Il nostro ruolo

Un partner, non un fornitore di corsi.

La formazione è il segmento centrale di un percorso più ampio.

A monte si colloca l’analisi organizzativa, che stabilisce dove sia opportuno intervenire e con quale priorità. A valle la consulenza, che trasforma le competenze acquisite in processi, ruoli e decisioni operative.

Questa continuità genera un vantaggio misurabile sul piano economico. Consente di programmare la formazione su un orizzonte di dodici o ventiquattro mesi, anziché procedere per interventi isolati.

Permette inoltre di distribuire l’investimento nel tempo e di far coincidere le esigenze aziendali con le finestre dei fondi, invece di rincorrerle.

Prima: analisi

Rilevazione dei fabbisogni per ruolo e per funzione, definizione degli obiettivi con la direzione e individuazione degli indicatori da misurare.

Durante: formazione

Percorsi progettati secondo il nostro metodo, con ore distribuite nel tempo, pratica applicata al lavoro reale e richiamo attivo dei contenuti.

Dopo: consulenza

Accompagnamento nell’applicazione, revisione dei processi interessati e verifica dei risultati a 6 e 12 mesi.

Perché la programmazione incide sui costi.

Le risorse destinate alla formazione hanno una scadenza.

Nel caso di Fondimpresa, il fondo accantona sul conto della singola azienda una quota del contributo versato. Tali risorse devono essere impiegate entro i due anni successivi all’anno di accreditamento.

Decorso il termine, l’importo non utilizzato viene trasferito al conto collettivo destinato agli avvisi.

Un’azienda priva di un piano pluriennale accumula quindi risorse che maturano e si esauriscono senza produrre alcun effetto.

Con una programmazione definita in anticipo le stesse risorse vengono impiegate integralmente, l’investimento si distribuisce su più esercizi e le attività formative si allineano ai tempi dell’azienda, anziché a quelli dell’avviso disponibile.

Come funziona il meccanismo

Risorse che l’azienda versa in ogni caso.

Lo 0,30% già versato

Ogni impresa versa all’INPS un contributo obbligatorio contro la disoccupazione involontaria. Una quota di tale contributo, pari allo 0,30% del monte salari, è destinata per legge alla formazione continua dei lavoratori.

Adesione volontaria e gratuita

L’adesione a un fondo interprofessionale non comporta oneri aggiuntivi e si perfeziona attraverso il flusso Uniemens. Non rappresenta una spesa ulteriore, ma la scelta della destinazione di una somma già dovuta.

La mancata adesione non genera risparmio

L’impresa che non aderisce ad alcun fondo versa comunque il contributo, che confluisce in fondi rotativi a titolarità pubblica. Non aderire non riduce il costo: comporta la rinuncia a una risorsa disponibile.

Riferimenti: legge 845/1978 e successive modifiche; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sezione dedicata ai fondi per la formazione continua; Regolamento Fondimpresa per quanto attiene al conto aziendale e ai termini di utilizzo.

I fondi con cui operiamo

Fondimpresa, Fondo Italia, FonArcom, Fondir, Fondirigenti, Fondo Professioni e For.Te., oltre ai bandi pubblici e regionali.

Fondi diversi prevedono strumenti, tempi e vincoli differenti: la scelta dipende dal contratto collettivo applicato, dalla dimensione dell’organizzazione e dagli obiettivi del piano.

Sui bandi pubblici e regionali e sulla finanza agevolata interviene GrowPlan, il servizio del gruppo dedicato alla ricerca e alla gestione dei contributi: qui come funziona.

Le finestre di presentazione hanno rilievo quanto i requisiti. Alcuni avvisi si chiudono nella stessa giornata di apertura, per esaurimento delle risorse.

Per questo la documentazione va predisposta prima della pubblicazione dell’avviso, non successivamente.

Domande frequenti

La mancata adesione a un fondo consente di risparmiare il contributo?
No. Il contributo viene versato in ogni caso e confluisce in fondi a titolarità pubblica. L’adesione non costituisce un costo aggiuntivo, ma la scelta di destinare alla formazione una somma comunque dovuta.

Quale quota dell’investimento viene coperta?
Non esiste una percentuale determinabile a priori. La copertura dipende dal fondo, dallo strumento adottato, dal numero di persone coinvolte, dagli argomenti e dalla durata del piano. La stima viene elaborata caso per caso, prima dell’avvio del progetto.

La formazione finanziata ha una qualità inferiore?
Non deve averla, ma la assume quando il punto di partenza è il finanziamento anziché il fabbisogno. Selezionare prima l’avviso e adattarne poi il contenuto ai requisiti produce un intervento che nessuno aveva richiesto.

Quali tempi occorrono per attivare un piano?
Dipendono dal fondo e dallo strumento. Alcuni avvisi prevedono finestre ristrette e si chiudono in giornata: per questa ragione la progettazione va avviata prima dell’apertura.

Ubloom opera in tutta Italia?
Sì, con aziende e direzioni HR su tutto il territorio nazionale, in aula e sul campo.

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